Il Progetto 6Casa un modello: la residenzialità autonoma per persone con lesione cerebrale acquisita rappresenta una componente essenziale della riabilitazione. Gli appartamenti protetti e tecnologicamente assistiti offrono spazi di vita reale dove le persone possono recuperare autonomia, autostima e relazioni, trasformando la casa in luogo di cura e partecipazione.
Il bello nell’inclusione sociale. 6Casa è un modello che coniuga “bellezza” e “funzionalità”
Gli appartamenti di 6Casa sono belli! E’ stata una scelta importante voler coniugare estetica e funzionalità: non un caso. La bellezza negli spazi di housing e nelle attività di inclusione sociale rappresenta una dimensione di cura e rispetto. Sappiamo che ambienti accoglienti e armonici favoriscono relazioni positive e rafforzano il senso di appartenenza, trasformando la qualità estetica in un elemento concreto di benessere e partecipazione.
Palestra della mente 2025 a Bagnatica: allenare memoria e benessere
Palestra della mente 2025 e corretti stili di vita, è un percorso per over 65 organizzato a Bagnatica. Cinque incontri guidati da esperti per allenare memoria, prevenire il decadimento cognitivo e favorire socializzazione. Iscrizioni da martedì 7 ottobre 2025, dalle ore 9.00 alle 10.00, presso il Centro Anziani di Bagnatica.
Disabilità congenita e acquisita: strade diverse per la riabilitazione
Disabilità congenita e acquisita: la riabilitazione cognitiva per soggetti con disabilità presenti dalla nascita (disabilità congenite) e per soggetti con disabilità dovute a ictus (disabilità acquisite) differiscono principalmente negli obiettivi, nei metodi e nelle considerazioni neurologiche sottostanti.
È importante definire strategie specifiche per risultati attesi che possono variare notevolmente in base alla natura della disabilità e alle circostanze individuali.
Prospettiva Salute 2025: il programma delle sessioni a Bergamo
Prospettiva Salute 2025 si terrà il 13 e 14 ottobre al Centro Congressi Fiera di Bergamo. In programma sessioni, tavole rotonde e corsi ECM su innovazione, inclusione e nuovi modelli sanitari.
Sostieni il Progetto: Quando l’abito fa il monaco – Mi vesto solo a metà
Il progetto “Quando l’abito fa il monaco – Mi vesto solo a metà” promuove abiti pensati per persone con emiplegia. Funzionalità, bellezza e autonomia sono gli elementi chiave dell’iniziativa, sostenuta dalla Fondazione della Comunità Bergamasca. Il coinvolgimento diretto delle persone con disabilità nella progettazione degli abiti permette di dare forma a soluzioni che non trascurano il valore dell’identità personale. Donazioni aperte a chi vuole sostenere l’inclusione anche nel quotidiano.
Progetto “Binari Separati”: conclusione il 31 agosto con risultati importanti per persone e famiglie
Si chiude il 31 agosto il Progetto Binari Separati, progetto “Sociale”, finanziato da Fondazione della Comunità Bergamasca con risultati rilevanti per la diffusione di pratiche innovative nella gestione delle disabilità cognitive e nell’accompagnamento a persone e famiglie.
La dott.ssa Claudia Maggio tra i relatori di AINAT 2025
Si è svolto con la presenza della dott.ssa Claudia Maggio (Cooperativa ProgettAzione) tra i relatori il Convegno AINAT 2025 a Zingonia. Evento dal titolo La Neurologia del territorio per un modello sanitario integrato e inclusivo ha visto un programma incentrato su neurologia territoriale e approccio biopsicosociale.
Abiti funzionali per l’autonomia: la moda che sostiene chi vive con emiplegia
Un progetto per realizzare capi d’abbigliamento funzionali per persone con emiplegia e promuovere autonomia, dignità e reinserimento sociale.
Il Progetto è cofinanziato dalla Fondazione della Comunità Bergamasca. Le soluzioni nascono dalla collaborazione tra designer, terapisti e utenti, e sono pensate per essere sostenibili e replicabili.
Donne lavoratrici e caregiving: una sfida ancora invisibile
La condizione delle donne caregiver resta largamente invisibile e priva di riconoscimento, nonostante il forte impatto sulla partecipazione al lavoro e sul benessere personale. Recenti indagini mostrano la diffusione di situazioni in cui le responsabilità di cura influenzano negativamente l’autonomia lavorativa, aggravate dall’assenza di politiche aziendali e pubbliche efficaci. Una riflessione sul ruolo sociale del caregiver appare sempre più necessaria per costruire modelli organizzativi inclusivi e sostenibili.



