232018Lug
Trauma cranico e patologie psichiatriche: non lasciamo sole le famiglie

Trauma cranico e patologie psichiatriche: non lasciamo sole le famiglie

Trauma cranico e patologie psichiatriche: non lasciamo sole le famiglie. E’ stato dimostrato che nel trauma cranico le problematiche riscontrate da pazienti e famiglie riguardano  sia l’ambito neuroriabilitativo ma soprattutto l’ambito psico-sociale: un tema sul quale stiamo lavorando da anni.

“E’ stato dimostrato ed ora ampiamente riconosciuto, che le principali problematiche per le famiglie di pazienti con cerebrolesione acquisita, e per loro stessi, sono spesso più di natura psicologica, psichiatrica e sociale che di natura neuroriabilitativa”.

Esse sono poi ulteriormente complicate dal fatto che, al contrario dei sintomi fisici, i disturbi psicopatologici del paziente tendono ad aumentare nel tempo, come è dimostrato da vari autori in ricerche di follow-up. Rispetto alla evoluzione dei quadri clinici i fattori prognotisti più citati sono stati:

  1. la gravità della lesione;
  2. lo status sociale, la personalità premorbosa e l’ambiente di vita;
  3. la sede di lesione; rispetto a quest’ultimo parametro, in particolare, è stato dimostrato che lesioni dell’emisfero sinistro sono maggiormente correlabili a disturbi psicotici; le lesioni del lobo frontale si correlano più frequentemente a sintomi di tipo deficitario sia sul piano cognitivo che su quello psicomotorio; lesioni a carico del lobo temporale si assocerebbero più marcatamente a discontrollo degli impulsi.

Pur potendosi presentare un gran numero di differenti quadri psicopatologici derivanti da eventi traumatici cranici, sono state soprattutto descritte sintomatologie riferibili a quattro fondamentali classi nosologiche:

Disturbi Psicotici, Disturbi Affettivi, Disturbi di Personalità, Demenze.

Più recentemente sono stati descritti anche altri disturbi appartenenti ai Disturbi d’Ansia.

Autori ritengono che traumi cranici di media ed elevata entità siano in grado di determinare quadri schizofrenici imputabili a danni cerebrali di varia natura, specialmente a carico dei circuiti limbici. Di frequente riscontro a breve e medio termine dopo un trauma cranico è, inoltre, l’insorgenza di depressione, spesso accompagnata da una sintomatologia ansiosa.” (vd articolo di Bellomo, psichiatria e tce)

Sul piano operativo è molto difficile per questi pazienti, in Italia, essere presi in carico dai servizi psichiatrici, proprio perché alla base c’è un trauma cranio encefalico e quindi un altro tipo di patologia.

L’equipe multidisciplinare della cooperativa Progettazione in concerto con i servizi del territorio e i servizi psico sociali opera interventi di natura riabilitativa da un punto di vista sociale e di reinserimento lavorativo.

Oltre a supportare la persona la Cooperativa Progettazione lavora con la famiglia di appartenenza e il sistema sociale in cui l’utente è inserito (comune,servizi del territorio…).

L’obiettivo è quello di costruire una rete sociale e di supporto per il paziente e la sua famiglia.

Per un approfondimento riportiamo la ricerca di Bellomo su disturbi psichiatrici e cerebrolesioni acquisite.

Per consulenze sul tema:
http://www.traumacranico.net/supporto-psicologico/
http://www.rivistadipsichiatria.it/allegati/00067_2004_01/fulltext/30-39_bellomo.pdf





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